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sabato 5 novembre 2016

Prof. Erminio Longhini: "SEI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI, GRAZIE"

Lettera di Massimo Silumbra, presidente di Federavo , relativamente alla scomparsa del Prof. Erminio Longhini - Fondatore dell' A.V.O. - :
 """ Carissimi,
il nostro caro Fondatore, Erminio Longhini, si è spento ieri sera ed è tornato alla casa del Padre.
L'Avo deve a lui tutto il suo esistere e la ragione in forza della quale da oltre quarantanni, ogni giorno, perpetriamo il nostro servizio di reciprocità accanto agli ammalati.
Ci lascia un grande uomo, capace di cogliere con la sua sensibilità, con l'umanità e con la sua fede quell'essenziale che spesso gli occhi non vedono e nemmeno le menti.
Non ci lascia però soli, anzi ognuno di noi lo ritroverà nel proprio servizio se saprà mettere a frutto tutto il sapere, la saggezza, la profondità che Erminio ci ha sempre comunicato ed insegnato.
In questo momento più che mai occorre l'unità e la coesione di animi e di intenti.
L'AVO che Longhini ha creato deve continuare il cammino nel suo nome e farsi portatrice di speranza, accoglienza, letizia.
Lo penso sereno e felice, in cielo, accanto alla sua cara Nuccia che oggi ritrova.
Il loro sguardo amorevole ci seguirà nel tempo; a noi il compito di proseguire sulla strada tracciata.
Sul nostro sito Federavo è già stato pubblicato un suo ricordo; vi invito a voler far si che tutti i volontari Avo sappiano chi era Longhini e quale sia stato il suo ruolo nella nostra Associazione.
Un caro abbraccio a voi tutti.
Massimo Silumbra """













martedì 7 giugno 2016

Prof. Erminio Longhini all'VIII Conferenza dei presidenti


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      La presenza insperata del prof. E. Longhini a Salsomaggiore, è stata accolta da tutti con  l'affetto e la tenerezza con cui si accoglie un vecchio padre. Egli, dopo aver dichiarato di volerci un bene dell'anima e di essere ancora una volta presente per dono di Dio, spiega come l'AVO sia nata dopo un'indagine condotta con l'Università Cattolica di Milano su 40 ospedali lombardi, dalla quale emerse  che il maggior disagio dell'ammalato è  "la solitudine".
      Da questo gli venne l'idea di aprire l'ospedale, dove lui lavorava, ad una ventina di amici che facessero compagnia agli ammalati. L'esperienza era partita  da Sesto San Giovanni  nel 1975 e poi pian piano in tutt'Italia sono sorte tante AVO e poi la Federavo. In questi   quarant'anni ci sono state  tante trasformazioni alle quali l'AVO ha dovuto adeguarsi per essere ora proiettata nel futuro.
      Affettuosamente ha ricordato a tutti i volontari che:
      "Per costruire la casa AVO sulla roccia la via da percorrere è l'amore.
      E' bene fare opere buone, atti d'amore, ma il passo decisivo è "essere amore" con il dono di sè nel servizio concepito come mezzo affinchè il rapporto con l'ammalato diventi preghiera comunitaria per ottenere la grazia della "reciprocità", farmaco per la cura della solitudine del malato.
      Con nel cuore questo desiderio, dobbiamo cercare di vivere più intensamente l'Associazione, meditare insieme, discernere, esporre il proprio pensiero e imparare ad ascoltare quello dell'altro in modo che le decisioni siano frutto dell'Unità.
      Sarebbe opportuno creare momenti di vita comunitaria per condividere momenti di gioia e di festa e conoscersi sempre più intimamente, per poi portare all'ammalato questa armonia.
       E' importante cercare di scoprire  nuove necessità e povertà emergenti, senza questa ricerca si va verso la noia, il senso di inutilità e anche l'abbandono dell'attività. Il problema non è semplice perchè richiede impegno e ricorso ad esperti, anche non volontari, che siano disposti a collaborare, in compenso, permette di rimanere al passo con i tempi che cambiano rapidamente.
    Altra raccomandazione è di coinvolgere sempre più i giovani lasciando spazio alla loro creatività, senza imporre loro schemi, ma accompagnandoli fraternamente.
    Infine, è importante avviare rapporti di collaborazione con altre associazioni di volontariato e con le strutture sanitarie in modo da poter comunicare, con amore, i disagi evitabili dei malati.
     Il nostro fine è sempre stato essere terapia della solitudine del malato con l'ascolto, la vicinanza affettiva. Quando tutto procede bene anche le preghiere quotidiane sembrano ripetitive, ma in verità rafforzano la nostra volontà di consolare e confortare.
         L'essere volontario è un'arte e non uno standard.
         Il mio augurio è che sempre perseveriate nel servizio presso i sofferenti. La sofferenza non è un castigo, non è solo negativa, essa contiene grandissimi valori e noi dobbiamo onorarla con il nostro servizio e con il nostro annullamento: l'ammalato deve sentirsi uguale a noi.
         Dio è un sempiterno fuoco che crepitando lancia scintille che si consumano propagando il Suo fuoco e la Sua luce. Questo è "essere Amore" non il credere di essere gli autori della scintilla perchè ciò sarebbe fare di sè un idolo destinato a finire".

                              VIDEO:               https://youtu.be/QePJH62WXg8 

https://youtu.be/PcLfTBudSKU 

lunedì 30 maggio 2016

Salsomaggiore Terme 27-28 e 29 maggio 2016 - VIII Conferenza dei Presidenti AVO

                                     "Vogliatevi bene come io vi voglio bene"

                                                         Grazie,  Erminio Longhini!