giovedì 22 settembre 2016

Primo Convegno AVO Regione Basilicata

       Lo scorso 10 settembre si è svolto il primo Convegno Regionale dell'Avo Basilicata nell'Auditorium dell'Ospedale Madonna delle Grazie a Matera.
       Circa duecento tra tutti i volontari Avo della regione si sono ritrovati per assistere a questa importante giornata. Relatori Natalina Lucia, presidente dell'Avo Basilicata ed organizzatrice del Convegno, il neo presidente nazionale Massimo Silumbra, che per la prima volta ha incontrato i volontari lucani e la giornalista Anna Giamatti, che ha condotto i lavori. 
        Molti gli argomenti  affrontati dal neo presidente, ma sopratutto è stata espressa la volontà di far nascere una nuova AVO a Matera, unica città lucana dove ancora non è stata istituita una sede. A fine lavori, tutti i partecipanti hanno pranzato alla mensa dell'Ospedale. 
        Nel primo pomeriggio, tutti i volontari, divisi in gruppi, hanno visitato gli splendidi Sassi di Matera. Nemmeno la forte pioggia li ha fermati. La giornata si è svolta nel migliore dei modi, all'insegna della convivialità e della condivisione che ha da sempre contraddistinto i volontari Avo.     Ora si attende solo di scrivere una nuova pagina della storia dell'Avo Basilicata, una nuova sede Materana.  (Ilaria Dramis)
 

domenica 3 luglio 2016

Giubileo della Misericordia - Forenza




         Domenica 19 giugno 2016  l’A.V.O. di Melfi, insieme all’A.V.O.  di Venosa, ha celebrato il Giubileo della Misericordia ai piedi del miracoloso Crocifisso di  Forenza.
         Accolti amorevolmente da Padre Emanuele Bochicchio, dalla Dott.ssa Carmela Gigante e da alcuni rappresentanti del comitato locale, tra cui l’ex primo cittadino della città  Dr. Francesco Mastrandrea, i volontari hanno partecipato alla Santa Messa, animata da canti particolari, di cui uno anche in dialetto forenzese.
        Nel corso  della Santa Messa,  Padre Emanuele ha sottolineato più volte che i volontari A.VO. sono essi stessi Giubileo, perché vivono il vero vangelo al servizio degli ammalati, dando loro speranza e condividendo insieme solitudine ed affanni.
        Come un padre, li ha incoraggiati a svolgere il servizio con impegno, serietà e tanto, tanto amore a ché si porti avanti questo nobile servizio che ha una grande straordinarietà – la centralità della persona nella sua totalità.
        L’abbraccio di Padre  Emanuele  ha conquistato tutti, come il Suo sentito ringraziamento: “Sono io che vi devo ringraziare, oggi mi avete portato una grande lezione di vangelo vivente, mi avete arricchito con la vostra presenza”!
        Dopo la Santa Messa, il gruppo ha potuto ammirare i tesori custoditi nella  Chiesa (meta di continui pellegrinaggi) che custodisce, tra le tante opere, il  Crocifisso e preziosi quadri risalenti alla scuola napoletana, un imponente coro, un leggio con un volume del salterio, risalenti al XVIII secolo. Poi, la visita è proseguita nell’adiacente  convento, dotato di una ricca biblioteca e di tanti altri spazi che richiamano alla mente i luoghi di san Francesco.
       Nel corso della giornata non è mancata la  visita tra i caratteristici vicoli e stradine del paese, interesse particolare ha suscitato la visita  alla “Casa contadina” dove sono stati conservati strumenti, arredi e suppellettili del passato, abilmente mostrati al visitatore anche con l’ausilio di supporti multimediali.
     Il pranzo,  presso l’agriturismo “Il Monte dell’Armenia”, ha concluso una bella giornata di condivisione nella preghiera e nella convivialità.
                                                          

                     


 


martedì 7 giugno 2016

Prof. Erminio Longhini all'VIII Conferenza dei presidenti


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      La presenza insperata del prof. E. Longhini a Salsomaggiore, è stata accolta da tutti con  l'affetto e la tenerezza con cui si accoglie un vecchio padre. Egli, dopo aver dichiarato di volerci un bene dell'anima e di essere ancora una volta presente per dono di Dio, spiega come l'AVO sia nata dopo un'indagine condotta con l'Università Cattolica di Milano su 40 ospedali lombardi, dalla quale emerse  che il maggior disagio dell'ammalato è  "la solitudine".
      Da questo gli venne l'idea di aprire l'ospedale, dove lui lavorava, ad una ventina di amici che facessero compagnia agli ammalati. L'esperienza era partita  da Sesto San Giovanni  nel 1975 e poi pian piano in tutt'Italia sono sorte tante AVO e poi la Federavo. In questi   quarant'anni ci sono state  tante trasformazioni alle quali l'AVO ha dovuto adeguarsi per essere ora proiettata nel futuro.
      Affettuosamente ha ricordato a tutti i volontari che:
      "Per costruire la casa AVO sulla roccia la via da percorrere è l'amore.
      E' bene fare opere buone, atti d'amore, ma il passo decisivo è "essere amore" con il dono di sè nel servizio concepito come mezzo affinchè il rapporto con l'ammalato diventi preghiera comunitaria per ottenere la grazia della "reciprocità", farmaco per la cura della solitudine del malato.
      Con nel cuore questo desiderio, dobbiamo cercare di vivere più intensamente l'Associazione, meditare insieme, discernere, esporre il proprio pensiero e imparare ad ascoltare quello dell'altro in modo che le decisioni siano frutto dell'Unità.
      Sarebbe opportuno creare momenti di vita comunitaria per condividere momenti di gioia e di festa e conoscersi sempre più intimamente, per poi portare all'ammalato questa armonia.
       E' importante cercare di scoprire  nuove necessità e povertà emergenti, senza questa ricerca si va verso la noia, il senso di inutilità e anche l'abbandono dell'attività. Il problema non è semplice perchè richiede impegno e ricorso ad esperti, anche non volontari, che siano disposti a collaborare, in compenso, permette di rimanere al passo con i tempi che cambiano rapidamente.
    Altra raccomandazione è di coinvolgere sempre più i giovani lasciando spazio alla loro creatività, senza imporre loro schemi, ma accompagnandoli fraternamente.
    Infine, è importante avviare rapporti di collaborazione con altre associazioni di volontariato e con le strutture sanitarie in modo da poter comunicare, con amore, i disagi evitabili dei malati.
     Il nostro fine è sempre stato essere terapia della solitudine del malato con l'ascolto, la vicinanza affettiva. Quando tutto procede bene anche le preghiere quotidiane sembrano ripetitive, ma in verità rafforzano la nostra volontà di consolare e confortare.
         L'essere volontario è un'arte e non uno standard.
         Il mio augurio è che sempre perseveriate nel servizio presso i sofferenti. La sofferenza non è un castigo, non è solo negativa, essa contiene grandissimi valori e noi dobbiamo onorarla con il nostro servizio e con il nostro annullamento: l'ammalato deve sentirsi uguale a noi.
         Dio è un sempiterno fuoco che crepitando lancia scintille che si consumano propagando il Suo fuoco e la Sua luce. Questo è "essere Amore" non il credere di essere gli autori della scintilla perchè ciò sarebbe fare di sè un idolo destinato a finire".

                              VIDEO:               https://youtu.be/QePJH62WXg8 

https://youtu.be/PcLfTBudSKU 

sabato 4 giugno 2016

Nuovo direttivo FEDERAVO

Auguriamo buon lavoro al nuovo direttivo e al Presidente

 Il nuovo presidente Federavo Massimo Silumbra

con i rappresentanti dell'AVO Regione Basilicata


Video promozionale

Video promozionale dell'Associazione Volontari Ospedalieri Onlus
 
 Versione breve

                                                                      Versione integrale

Immagine istituzionale

Anche l'AVO ha finalmente la sua immagine istituzionale


venerdì 3 giugno 2016

VIII Conferenza dei presidenti: L'imprevisto accolto di E. Olivero

Ernesto Oliveri con Claudio Lodoli (Presidente uscente della Federavo)
          Interessantissimo  e coinvolgente l'intervento di E. Olivero il primo giorno della conferenza.
          Nel 1964 ha fondato il Sermig (Servizio missionario giovani) con l'obiettivo di raccogliere soldi per aiutare  i poveri di tutto il mondo e diffondere la cultura della pace.
          Su ispirazione divina, la notte del venerdì santo del 1979, comincia una lunga battaglia combattuta con le armi dell'amore e della preghiera, realizza così un grande sogno: la conquista del vecchio arsenale da guerra di Torino, ove erano state prodotte le armi per la prima e seconda guerra mondiale, e la sua trasformazione nell' "l'Arsenale della pace e della speranza".
          Altri due arsenali, poi, sono nati in Brasile e in Giordania, tutti aperti 365 giorni su 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, disponibili ad ascoltare e accogliere i poveri e soprattutto i nuovi poveri: tanti giovani che possono lì fare esperienza di servizio, formazione e spiritualità o, semplicemente soddisfare il loro bisogno di essere ascoltati.
          Il Sermig scommette sulla gente comune, infatti è la gente comune che provvede al 93% dei finanziamenti, garantendo così l'autonomia del Serming nei confronti dei poteri politici e commerciali.
     "Dio esiste e legge nei cuori", "nell'imprevisto si incontra Dio", "l'altro sono io", "la strada si apre camminando", "l'altro sei tu", "la preghiera al primo posto", "pagare in prima persona", sono solo alcune delle frasi ricorrenti nel linguaggio di E. Olivero e che lasciano trasparire la sua grande spiritualità.